Terme di Antonimina. L'affondo dell'opposizione

di Redazione  | 04/03/2016 in " Attualità "
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Il gruppo che ha sostenuto nell’ultima tornata elettorale la lista“Scriviamo insieme nuove pagine per Antonimina”, per senso di responsabilità politica ma soprattutto per dovere di informazione nei confronti della popolazione antoniminese, sente l’esigenza di rendere pubblico il proprio pensiero riguardo alle vicissitudini che in questi ultimi tempi stanno coinvolgendo le terme del nostro paese, sempre più abbandonate al loro destino. Destino che, a quanto pare per volontà del Sindaco Condelli e del suo collega locrese, sembra indirizzato verso una gestione esclusivamente privata.

Già nel periodo estivo il nostro gruppo si era riunito ed aveva stilato un documento per commentare la conferenza stampa tenutasi il 16 luglio 2015 presso il Comune di Locri, perché ci era sembrata strana la dichiarazione fatta dai componenti del CdA, che proponevano quale unica soluzione per poter portare avanti l‘attività delle terme, la gestione privata. Tale dichiarazione faceva emergere un netto contrasto tra le due amministrazioni, perché come ben noto, chi rappresenta la comunità di Antonimina si era dichiarato apertamente e fermamente per l’amministratore unico, disapprovando quindi una gestione unicamente privata.

Noi non condividiamo né l’una né l’altra scelta; ci siamo sempre dichiarati a favore di una gestione mista pubblico-privata, da noi ritenuta l’unica soluzione percorribile.

Innanzitutto, ci teniamo a precisare che se non abbiamo pubblicato prima il documento, è soltanto perché non volevamo alimentare tensioni sulla gestione delle terme, in seguito alle dichiarazioni fatte dal presidente dell’assemblea (Condelli) in seno al consiglio comunale di Antonimina: “le terme hanno riaperto, ma di fatto stanno per chiudere”.

Di fronte a queste dichiarazioni gravissime e disastrose, credevamo e ci eravamo illusi che il sindaco Condelli, nella qualità di presidente dell’Assemblea Consortile, avrebbe impegnato più tempo e più determinazione nel far realizzare il programma al CdA, stimolando lo stesso a raggiungere gli obiettivi illustrati dal dott. Zadotti nella conferenza stampa di insediamento. La presentazione del programma operativo di gestione futura delle Terme, esposta con tanto di slides, con tanta enfasi e in maniera martellante dal dott. Zadotti, ci aveva portato a dare fiducia al nuovo CdA. Era un programma operativo da noi condiviso perché richiamava i punti salienti del nostro programma: avviamento dei nuovi servizi, qualificazione del personale, riconoscimento del primo livello, ecc.

Ai proclami, purtroppo, sono seguiti ben pochi fatti. A nostro parere non solo non si è prodotto nulla di quanto annunciato, ma si è addirittura fatto di peggio: litigi e scontri con tutto il personale; mancanza di saluto ai dipendenti solo perché ritenuti colpevoli di avere presentato decreti ingiuntivi nei confronti delle terme per compensi non erogati; rischio di perdita della certificazione di qualità, rischio di perdita dell’accreditamento; durc non regolare, tant’è che l’Ente non ha potuto incassare il fatturato prodotto; riconoscimento del primo livello non effettuato.

In tutto questo, il presidente dell’assemblea Condelli è stato immobile e taciturno, contrariamente alla sua indole.

Vorremmo, inoltre, chiedere al presidente dell’assemblea, sindaco Condelli, se è d’accordo con l’operato del CdA, che per pareggiare i bilanci nega il tfr ai propri dipendenti (tutti appartenenti alla comunità antoniminese), i quali, pur lavorando un’intera vita e con spirito di sacrificio e dedizione per le Terme, oggi si vedono negati diritti e prestazioni economiche mai contestate e finora sempre garantite da tutte le innumerevoli amministrazioni succedutesi nelle diverse composizioni consiliari. Di una cosa siamo più che certi: non si può pareggiare il bilancio sulla pelle di poveri operai che hanno sempre accettato, anche contro i propri interessi, politiche aziendali in base alle quali il tfr veniva (ed ancora oggi in alcuni casi) liquidato poco per volta dopo la cessazione definitiva del rapporto di lavoro.

Su questo punto chiediamo al sindaco Condelli, presidente dell’Assemblea Consortile, che dovrebbe dare atti di indirizzo e sorvegliare sull’esecuzione di essi, se è d’accordo con la politica adottata dal CdA, che per raggiungere il pareggio di bilancio, nega vergognosamente emolumenti maturati ai suoi concittadini, già dipendenti delle terme.

Vogliamo conoscere, inoltre, il pensiero del sig. Condelli in merito alla futura gestione del Consorzio e l’ipotizzabile evoluzione dei rapporti tra i due comuni facenti parte dello stesso.

Come sindaco ha già comunicato nella riunione dei capigruppo, con grande imbarazzo per chi lo ascoltava, di avere cambiato idea sull’amministratore unico, e di essere ora favorevole alla gestione privata pura. Se è pur vero, come qualcuno ama dire che “gli uomini cambiano…” noi, anzi la popolazione antoniminese, deve conoscere le ragioni politiche e sociali, avere spiegazioni dettagliate del perché si sta privatizzando un nostro patrimonio. Non è sufficiente annunciare il favore verso la gestione privata senza spiegare ed informare i propri concittadini del perché questa scelta.

La nostra idea, in questo preciso contesto di instabilità politico-sociale, rimane quella per una gestione mista pubblico-privato.

Allo stesso tempo riteniamo che, anziché rivolgere il proprio impegno per indottrinare la proprietà sulla futura gestione delle Terme, l’attuale CdA avrebbe dovuto impegnare il prezioso tempo a disposizione per realizzare il programma aziendale.

Per mettere in pareggio il bilancio, anziché speculare sulla testa dei dipendenti, era sufficiente ottenere il passaggio dal quarto al primo livello. Se ciò fosse stato fatto, avremmo avuto un attivo di circa 30.000-50.000 euro annuali.

La mancanza del riconoscimento del primo livello è una questione che ci fa fortemente pensare, perché non riusciamo a comprendere come sia possibile che il CdA e L’Assemblea non sono stati in grado di ottenere tale riconoscimento. Garanzia di un aumento certo nelle entrate. Le perplessità sono tante, considerato che a livello strutturale le Terme di Antonimina-Locri hanno tutte le carte in regola per ottenere il primo livello. O forse, cosa ben più grave, non hanno voluto ?!?!

Diciamo questo perché vorremmo sapere come sia stato possibile che il sig. Condelli, presidente dell’assemblea del consorzio termale, non vigilando e non stimolando l’attività del CdA, ha scientemente avallato il comportamento reiteratamente assenteista per lunghi periodi del dott. Zadotti. Come se non bastasse, il presidente dell’Assemblea Consortile ne ha accettato le dimissioni per poi rinominarlo dopo alcuni mesi.

Ci domandiamo: perché tutto questo???? C’entra forse qualcosa il componente nominato dal Sindaco di Locri con la privatizzazione delle terme??? Perché è stato rinominato??? Ha forse un suo progetto per la privatizzazione??? E ci meraviglia il silenzio di Condelli, lui che è famoso per il fatto di non perdere mai occasione per fare sentire la sua voce (o meglio le sue grida).

Ribadiamo che in questo momento, a nostro parere, l’unica via percorribile sia la gestione mista pubblico-privata, sostenendo tale linea anche per ragioni molto semplici: le altre vie appaiono ostacolate dalla burocrazia; verrebbero a cambiare totalmente i rapporti tra la proprietà dell’immobile detenuta in via esclusiva dal Comune di Antonimina e la gestione delle acque ripartita, invece, al 50% tra i comuni di Locri e di Antonimina.

Nessuno deve pensare di poterci “far soffiare il gelato” per la seconda volta!!!

La ipotizzata gestione verso i privati di sicuro cancella il rapporto attuale tra i Comuni e il Consorzio. Non dimentichiamo che il lotto funzionale dove attualmente vengono erogate le cure è di esclusiva proprietà del Comune di Antonimina ed è stato concesso al Consorzio Termale in comodato d’uso. Tale rapporto automaticamente si risolverà nel momento in cui il Consorzio sarà sciolto. Ciò considerato, l’Amministrazione di Antonimina dovrebbe già incominciare a pensare e prospettare una diversa ripartizione delle quote tra i Comuni di Antonimina e di Locri, essendo Antonimina unico e solo proprietario dell’immobile, mentre solo la gestione delle acque rimarrebbe al 50%.

Pertanto qualora il sindaco Condelli non riuscisse a programmare e realizzare quanto detto e non è in grado di rappresentare il Comune nelle quote proprietarie, farebbe bene a dimettersi dalla carica di sindaco e conseguentemente da Presidente dell’Assemblea Consortile, chiedendo scusa ai cittadini per non avere saputo salvaguardare gli interessi delle Terme e degli Antoniminesi. Dovrebbe, inoltre, trovare il coraggio per ammettere, qualora malauguratamente la stagione termale 2016 non dovesse iniziare, la propria responsabilità per l’incapacità a guidare, stimolare e vigilare sull’attività del CdA e l’inerzia e scarsa o nulla attività produttiva dell’Assemblea Consortile.

Antonimina, 02 marzo 2016

   Il Gruppo di Minoranza

       “Scriviamo Insieme Nuove Pagine per Antonimina”


Tags : terme antonimina
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