Da Siena buone notizie nella lotta ai Tumori

di redazione  | 28/01/2019 in " Medicina "
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La ricerca su una cura antitumorale che ha già iniziato la sperimentazione clinica con risultati promettenti potrà continuare, grazie ad un accordo appena firmato tra l’Università di Siena e l’associazione ARCO di Reggio Calabria. È la prima volta che un’associazione di familiari di pazienti oncologici contribuisce a finanziare un brevetto, contribuendo così attivamente alla sperimentazione clinica e allo sviluppo di un farmaco.
Il prodotto TSPP (Thymidylate synthase poly-epitope peptide) è un farmaco biologico della classe dei vaccini antitumorali, che agisce favorendo una risposta immune verso le cellule tumorali, creato alcuni anni fa nei laboratori dell’Università di Siena e dell’Azienda ospedaliero universitaria senese, principalmente dal dottor Pierpaolo Correale e dalla professoressa Mariagrazia Cusi, in collaborazione con il professor Luigi Pirtoli, e brevettato dall’Ateneo.
Il prodotto è già stato sperimentato in una prima fase su 52 pazienti, di cui 42 affetti da cancro del colon-retto ad uno stadio avanzato, con buoni risultati. Gli esiti della sperimentazione clinica sono stati pubblicati a più riprese.  L’articolo più recente è pubblicato sulla rivista scientifica “Oncotarget” nel 2018, firmato dai principali autori dello studio, Correale e Cusi, insieme a numerosi colleghi dell’Università di Siena e dell’Azienda ospedaliero universitaria senese.
La fase 2 della sperimentazione permetterà di valutare il prodotto su un numero maggiore di pazienti, focalizzandosi sui tumori colorettali, dando così risultati più certi sulla sua efficacia.
“Questa terapia può rappresentare una speranza in più per chi soffre di questa grave patologia, in quanto permette di migliorare la qualità della vita dei pazienti e rallentare la progressione della malattia, con un sostanziale prolungamento della sopravvivenza. Inoltre, già nella prima sperimentazione abbiamo osservato in alcuni casi la regressione del tumore” – spiegano i ricercatori. “E’ dunque molto importante che si possa finanziare la fase 2 di sperimentazione, per una valutazione obiettiva dell’efficacia di questo prodotto in campo oncologico, al fine dello sviluppo clinico e industriale”.
L’accordo è stato promosso dal Liaison Office di Ateneo.


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